Motocicli e ciclomotori: quali sono le differenze

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Sostiene Luca Carboni, in una sua celebre canzone, che “ci vuole un fisico bestiale per resistere agli urti della vita”. E se invece bastasse una moto, in molti casi almeno?

Un discorso valido per tutte le tipologie in cui si trovano disponibili le due ruote, uno dei mezzi più amati in tutto il mondo e in Italia in particolare, dove ce ne sono circa 6 milioni e mezzo.

Tra le tipologie più comuni che si possono vedere per le vie delle città troviamo motocicli e ciclomotori, dei quali vi raccontiamo, in questo articolo, quali sono le differenze.

Cominciamo, tuttavia, con una similitudine, importante dal momento che rappresenta un aspetto obbligatorio per legge e che riguarda tanto i ciclomotori quanto i motocicli: l’assicurazione.

Pertanto, sono davvero diverse le persone a cui interessa scoprire quanto costa assicurare uno scooter 50, dal momento che si tratta di una misura imprescindibile per la circolazione, il cui costo si rivela interessante da valutare anche prima dell’acquisto della stessa moto.

Ma non perdiamo altro tempo. Iniziamo a vedere in cosa divergono motocicli e ciclomotori!

Motociclo: di cosa parliamo?

Se vi state chiedendo cos’è esattamente un motociclo vi informiamo del fatto che si tratta di “ogni veicolo a due ruote, con o senza carrozzetta, provvisto di un motore di propulsione. Le Parti contraenti possono, nella loro legislazione nazionale, assimilare ai motocicli i veicoli a tre ruote la cui massa a vuoto non superi 400 kg (900 libbre)”. Così stabilisce la Convenzione di Vienna sul traffico stradale.

Un veicolo, sostanzialmente, che vede la presenza di sole due ruote e che risulta predisposto al trasporto delle persone, non più di due, conducente compreso. Motivo per cui i sidecar, ad esempio, non possono fare parte di questa categoria, contrariamente agli scooter e alle motociclette.

A patto di rispettare una peculiarità: la cilindrata, la quale parte da un valore minimo di 50 centimetri cubi fino a raggiungere un massimo di 1200 centimetri cubi.

Diversi i modelli di motocicli in circolazione, in passato realizzati anche secondo soluzioni di cilindrata inferiore.

Per poter stare alla guida di un motociclo è necessario aver conseguito la patente di tipo A, che si trova declinata in diverse tipologie:

  • A1, ottenibile dai 16 anni in poi.
  • A2, ottenibile dai 18 anni in poi.
  • A3, ottenibile a partire dai 24 anni e valida per tutti i tipi di motocicli.

Le condizioni per la circolazione del motociclo dipendono dalla tipologia di cilindrata. Possono circolare tanto sulle autostrade quanto sulle strade a scorrimento veloce.

Come abbiamo già accennato, il requisito essenziale è quello di avere stipulato un’assicurazione ad hoc in corso di validità.

E il ciclomotore?

Anche per il ciclomotore vi proponiamo la definizione della Convenzione di Vienna sul traffico stradale.

Essa indica con questo termine un veicolo, a due ma anche a tre ruote, che presenta un motore termico a propulsione e, fattore essenziale da ricordare, una cilindrata non superiore ai 50 centimetri cubici. Il limite di velocità ha un valore massimo di 50 km all’ora.

Diversamente dal motociclo, per stare alla guida di un ciclomotore non si rivela necessario avere conseguito la patente di tipo A: è sufficiente quella di tipo B e per i soggetti a partire dai 14 anni d’età la patente AM.

Fanno parte di questa categoria motoristica le seguenti tipologie di veicoli:

  • Moto con una cilindrata pari a 50.
  • Motocross.
  • Sidecar.
  • Moto sportive da strada.
  • Tricicli leggeri.
  • Quadricicli leggeri con due posti classificati come ciclomotori: sono comprese diverse microcar.

Un’altra differenza con il ciclomotore che contraddistingue il motociclo è il fatto che può circolare solo in determinate strade. Sono infatti escluse autostrade, superstrade e le arterie in cui è consentito il transito solo a particolari cilindrate.

Conclusioni

La differenza principale tra motociclo e ciclomotore è rappresentata, come abbiamo visto, principalmente dalle caratteristiche del mezzo e dalla cilindrata in particolare.

Risulta obbligatorio per entrambi sia l’uso del casco sia dotarsi di un’assicurazione in corso di validità. Se una volta essa era ottenibile unicamente in presenza oggi non è più così.

Sono diversi i portali, infatti, che permettono di conoscere le proposte delle compagnie per quanto riguarda ciclomotori e motocicli, con una fruizione del preventivo semplice, autonoma e veloce.

Soluzioni che consentono, generalmente, di risparmiare non poco essendo i costi gestionali sensibilmente ridotti.

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Nato a Padova e ancora residente a Padova nonostante abbia girato il mondo. Sono il fondatore della Roi Marketing Srl ed oltre a fare marketing, gestire innumerevoli siti web, mi piacciono i motori fin da quando ero bambino, la musica, i viaggi, le serie tv Netflix, adoro la pizza e la birra! In redazione faccio un po' di tutto, e ogni tanto porto l'allegria...e qualche goccia di birra!

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